Abitare la memoria

Villa Toti Dal Monte: un’architettura che torna a essere racconto con Immobiliare Giacomini

Nel cuore delle Colline del Prosecco, Patrimonio UNESCO, Villa Toti Dal Monte – già Villa Bifis – riemerge come un luogo della memoria e del paesaggio, oggi in una nuova fase del proprio racconto, di cui Immobiliare Giacomini cura la vendita. Non una dimora, ma una presenza architettonica che attraversa il tempo in tutte le sue stagioni.
A Pieve di Soligo, architettura e paesaggio si sfiorano con naturalezza silenziosa. Qui, la materia costruita dialoga con Madre Natura con una naturalezza quasi musicale. La villa si apre come una partitura di spazi: saloni affrescati che conservano la misura del tempo, prospettive che si dilatano verso il verde, giardini secolari che definiscono un confine morbido tra indoor e outdoor, tra intimità e rappresentazione. Fu questa qualità sospesa a renderla rifugio d’elezione di Toti Dal Monte, che ne fece uno spazio intimo e insieme aperto al dialogo con artisti, musicisti e intellettuali del suo tempo.
Attorno, una costellazione discreta di presenze architettoniche completa il luogo: l’annesso rustico, la casa del custode, l’Oratorio di Sant’Antonio.
Villa Toti Dal Monte si attraversa. E resta, come un paesaggio interiore.


Living Memory

Villa Toti Dal Monte: an architecture that becomes narrative once again with Immobiliare Giacomini

In the heart of the Prosecco Hills, a UNESCO World Heritage Site, Villa Toti Dal Monte – formerly Villa Bifis – re-emerges as a place of memory and landscape. Today, it enters a new chapter in its story, with Immobiliare Giacomini overseeing its sale. Not simply a residence, but an architectural presence that moves through time in all its seasons.
In Pieve di Soligo, architecture and landscape touch with quiet naturalness. Here, built matter enters into dialogue with the landscape in an almost musical way. The villa opens like a score of spaces: frescoed halls that preserve the measure of time, perspectives that expand towards the green, and centuries-old gardens that define a soft boundary between indoor and outdoor, between intimacy and representation. It was this suspended quality that made it Toti Dal Monte’s chosen refuge, a place both intimate and open to dialogue with the artists, musicians and intellectuals of her time.
Around it, a discreet constellation of architectural presences completes the setting: the rustic annex, the caretaker’s house and the Oratory of Sant’Antonio.
Villa Toti Dal Monte is a place to move through. And it remains, like an inner landscape.